Il labirinto della Masone: perdersi nel bambù più grande del mondo vicino Parma

Hai mai sognato di perderti in un gigantesco labirinto di bambù, circondato solo da natura, silenzio e arte? Questo sogno diventa realtà a Fontanellato, vicino Parma, dove sorge il labirinto della Masone, il più grande del mondo costruito interamente con piante di bambù. Un luogo unico, dove l’esperienza del “perdersi” assume un significato diverso: diventa gioco, esplorazione, ma anche riflessione e scoperta. Ma cosa rende questo labirinto così speciale? Perché ogni anno attira migliaia di visitatori, grandi e bambini?


Un progetto visionario firmato Franco Maria Ricci

Il labirinto della Masone nasce dall’idea e dalla passione del celebre editore e designer Franco Maria Ricci, che dedicò oltre dieci anni alla realizzazione di questo spazio incredibile. L’obiettivo non era solo creare un semplice labirinto, ma un’opera d’arte vivente, un omaggio alla bellezza, alla natura e al mistero.

Ricci fu ispirato dal labirinto come simbolo universale del percorso interiore, del dubbio e della rinascita. La struttura fu inaugurata nel 2015, dopo un lungo lavoro che ha trasformato un’area agricola della Bassa Parmense in uno dei luoghi culturali più affascinanti d’Italia.


Il labirinto più grande del mondo in bambù

Il cuore del complesso è il labirinto di bambù, che si estende per oltre 7 ettari e si sviluppa attraverso 3 chilometri di sentieri, tra siepi alte più di 5 metri. È realizzato con oltre 200.000 piante di bambù di diverse specie, selezionate per la loro capacità di crescere velocemente, resistere alle intemperie e creare un ambiente unico, verde e vibrante in ogni stagione.

Percorrerlo è un’esperienza immersiva: ci si addentra tra i corridoi, si sceglie tra mille svolte, si torna indietro, ci si disorienta. Ma è proprio questo il bello: perdersi senza fretta, lasciandosi guidare dalla curiosità e dalla voglia di esplorare.


Non solo natura: arte, architettura e collezioni d’autore

Il labirinto della Masone non è solo un percorso naturale, ma anche un centro culturale polifunzionale. All’interno del complesso si trovano un museo, una biblioteca e spazi espositivi che ospitano la collezione personale di Franco Maria Ricci: dipinti, sculture, libri rari, oggetti d’arte decorativa e opere grafiche che spaziano dal XVI al XX secolo.

Il museo accoglie anche mostre temporanee, eventi culturali, incontri con artisti e scrittori, rendendo ogni visita un’occasione per scoprire qualcosa di nuovo. L’architettura del complesso, ispirata al classicismo e al razionalismo, crea un forte contrasto con la vegetazione lussureggiante del labirinto, offrendo un equilibrio tra ordine e caos, natura e cultura.


Perché piace a grandi e bambini

Il fascino del labirinto della Masone è trasversale. I bambini lo adorano per il suo lato ludico: correre tra i sentieri, cercare l’uscita, vivere un’avventura reale. Gli adulti lo apprezzano per la sua valenza simbolica, estetica e culturale. È un luogo perfetto per le famiglie, ma anche per coppie in cerca di un’esperienza originale o per chi desidera trascorrere una giornata diversa, all’insegna della bellezza e della lentezza.

Il fatto che sia interamente costruito in bambù aggiunge un tocco esotico e sostenibile, rendendo l’esperienza ancora più affascinante.


Quando visitarlo e informazioni utili

Il labirinto è aperto al pubblico da marzo a novembre, con orari che variano in base alla stagione. È consigliabile prenotare i biglietti in anticipo, soprattutto nei fine settimana e nei periodi festivi, vista l’alta affluenza.

All’interno del complesso sono presenti anche un ristorante gourmet, una caffetteria, una libreria tematica e uno spazio eventi. Il sito è accessibile e adatto a tutti, con percorsi comodi anche per passeggini e carrozzine. Nei mesi estivi vengono spesso organizzati eventi serali, visite guidate e attività per bambini.


Un luogo dove perdersi per ritrovarsi

Visitare il labirinto della Masone significa concedersi una pausa dal ritmo frenetico della vita quotidiana. È un invito a rallentare, a camminare senza meta precisa, a meravigliarsi davanti alla semplicità di una pianta e alla complessità di un percorso. È un’esperienza che rimane impressa nella memoria, fatta di colori, profumi e sensazioni.

E proprio come nei grandi labirinti della letteratura o del cinema, anche qui il perdersi è parte del viaggio, non un errore ma una possibilità.


Conclusione

Il labirinto della Masone non è solo il più grande del mondo in bambù: è un luogo dove la natura incontra l’arte, dove il gioco si intreccia con la cultura e dove ogni età può trovare il proprio modo di esplorare. Se sei alla ricerca di un’esperienza diversa, immersiva e sorprendente, questo angolo di Emilia è la meta perfetta.

Hai mai provato a perderti in un labirinto di bambù? Raccontaci la tua esperienza o dicci se il labirinto della Masone è già nella tua lista dei luoghi da visitare!

Redazione

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